Pazienti

Le ore 16 di solito erano un buon orario per andare dal medico. Lo sarebbe stato anche quel giorno se Filippo non avesse avuto degli improrogabili impegni. La partita di calcio alla Playstation si era prorogata ben oltre i tempi regolamentari e il suo fratellino voleva assolutamente batterlo. In realtà nemmeno quello sarebbe bastato a fargli fare tardi. In effetti, avendo abilitato il golden goal, la partita fini pochi minuti più tardi. Ciò che fece ritardare Filippo fu la cocente sconfitta subita così all'improvviso. Il trauma gli rallentò i muscoli del corpo e non si affacciò nello studio medico prima delle sedici e trentacinque.

Anche il signor Giovanni quel pomeriggio doveva andare dal Dottor Corti. Sua moglie era diventata sensibilmente sorda all'orecchio destro e lui si era stufato di dovergli urlare le cose e poi sentirsi rispondere “Sei tu che mi fai diventare sorda con questi urli!”.

E poi c'era la signora Lucia conosciuta a tutti nel quartiere: non passava infatti una settimana senza che facesse una capatina allo studio medico, giusto per vedere se stava bene. Accadde una settimana d'agosto molto afosa che ella non si presentò alla ormai usuale visita settimanale. Il Dottor Corti, che è sempre stato un medico molto scrupoloso, si preoccupò molto e decise di andare a farle visita la mattina di domenica. Suonò più e più volte senza che nessuno gli aprisse. Alla fine si decise a sfondare la porta e trovò la sua paziente moribonda sul letto. La temperatura altissima, l'afa insopportabile e la puzza dei gas di scarichi delle automobili della strada vicina erano un mix nocivo per chiunque. Figuriamoci per una anziana settantenne. Riuscì a riprenderla per i capelli e da allora le sua visite allo studio medico si moltiplicarono e dal tardo autunno fino alla fine dell'anno, cioè nel periodo più a rischio per le influenze stagionali, era possibile trovarla a fare la fila quotidianamente.

Quando arrivò allo studio medico, Filippo vide Giovanni, la moglie e Lucia seduti nella piccolo ingresso che fungeva da sala d'aspetto. Vicino alla porta della stanza del medico, invece, c'era una piccola scrivania dietro la quale era seduta la segretaria, Gloria, che serviva il dottore da quasi 10 anni ormai. Era lei che faceva le ricette e i certificati medici per gli studenti e compilava le impegnative per le visite specialistiche. I casi più controversi li riferiva al dottore. Di solito, quindi, si creavano due file. Una veloce per chi doveva semplicemente richiedere una ricetta per comprare farmaci precedentemente prescritti dal medico ma terminati, e un'altra per la visita vera e propria. Ovviamente la seconda fila era più lunga. Di solito andava via l'intero pomeriggio.

- Buona sera, chi è l'ultimo?, chiese Filippo.
- Bona sera,so io l'urtima!, gli risposte la signora Lucia sorridendo.

Poi Filippo si guardò intorno, vide Gloria e le chiese:
- Il Dottore deve ancora arrivare, vero?
- Sì, dovrebbe essere qui verso le cinque. Comunque deve ancora chiamarmi.

Il dottore non arrivava MAI prima delle cinque. Nessuno sapeva veramente quello che faceva prima di arrivare allo studio medico, né dove abitasse veramente. Molti immaginavano che compiesse delle visite mediche, ma l'unica cosa sicura è che doveva percorrere una strada statale che in quell'orario era sempre molto trafficata a causa dei pendolari che ritornavano dal lavoro. Di solito verso le quattro e mezza il Dottore chiamava per dargli una stima del suo arrivo a Gloria che poi l'avrebbe riferito ai pazienti. Quella volta, però, il dottore non si fece ancora sentire. Chiamò invece alle cinque meno dieci:

- Pronto? Sì, buonasera. Ci sono 3 persone in attesa. Va bene, a dopo.

Gloria si rivolse ai pazienti in attesa: “Ci vorrà ancora una buona mezz'ora, è fermo in mezzo al traffico”, disse.

Dieci minuti più tardi si apre la porta. Filippo intravede attraverso il buio che filtra dal vetro smerigliato una figura dal vestito rosso. E' una vecchietta un po' sorda, sorretta da una donna più giovane. Quest'ultima si rivolge agli altri: “Scusate, ultimo chi?”, in un italiano poco fluido.

- Io sono l'ultimo, risponde Filippo.
La donna nel frattempo fa sedere la signora anziana su una sedie vicino l'ingresso.

Trama

Attenzione, qui sotto la trame viene rivelata in parte o del tutto!

I pazienti parlano di notizie del quotidiano: pacs, morte di welby, religione, razzismo, dimostrando alterne aperture, nonostante l'età a volte avanzata dei pazienti.
Nel frattempo ci sono vari pazienti che portano doni e regali per l'arrivo della pasqua (l'idea è nata a natale con i panettoni e pandori portati dai pazienti…).
I pazienti restano in attesa del dotto per diverse ore. Alla fine arriva l'ennesima telefonata, ma non del dottore: si scopre che il dottore ha avuto un incidente ed è ricoverato all'Umberto I. Filippo se ne va, e mentre se ne va nota che i pazienti continuano a parlare dello scandalo dell'ospedale.

 
progetti/pazienti.txt · Ultima modifica: 24/01/2007 11:52 da alessio
 
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